Si può fare: siamo matti, mica scemi!

Si può fare
Regia di Claudio Manfredonia
con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Andrea Bosca
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Un sindacalista “scomodo” viene mandato a dirigere una cooperativa di disabili psichici; proverà, non senza difficoltà ed errori, a farla funzionare come una vera impresa, riuscendo a far conquistare a quelle persone una vera autonomia.

“La follia è una condizione umana” dichiarava Basaglia. “In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla”.

Siamo a Milano, anni Ottanta. La legge Basaglia è da poco entrata in vigore, i manicomi vengono dismessi. Nello, sindacalista appassionato di mercato, viene mandato per punizione a dirigere una cooperativa di “matti”, l’antica cooperativa 180. Nello si ritrova così controvoglia a conoscere i soci della cooperativa, “picchiatelli” imbottiti di farmaci che “non sanno fare nulla” e vivono di lavori assistenziali. Tuttavia Nello crede nella dignità del lavoro e, contro il parere degli psichiatri, cerca di spingerli ad imparare un lavoro “vero”, che li tolga dalle elemosine dell’assistenza: montare parquet. In principio il tentativo sembra fallire, la “sporca dozzina” combina un pasticcio dopo l’altro, e in verità nessuno vuole dei matti per casa a rifargli il pavimento. Ma Nello non fa una piega, continua a dar loro fiducia, li incoraggia finchè scopre un segreto: certe incapacità a volte sono solo una “diversa capacità”. Ad esempio , i soci schizofrenici si rivelano bravissimi a comporre pezzi irregolari : nasce così il business dei “parquet a mosaico”, fatto con gli scarti di lavorazione del legno, che non costa nulla e che nessun altro saprebbe fare. Il “parquet a mosaico” diventa una piccola moda della Milano da Bere, e la “cooperativa di scarti” comincia ad assomigliare ad un’azienda che sta in piedi. Nello inizia a cercare le “diverse capacità” di tutti i soci, e per ciascuno inventa un ruolo o un piccolo business. I picchiatelli, dal canto loro, ricevendo fiducia dimostrano risorse e qualità che nemmeno loro sapevano di avere. Il lavoro si rivela anche un’ottima terapia. I soci ora si sentono “specialisti”, hanno più fiducia in sé stessi e avanzano nuove richieste: chi vuole una casa,chi le vacanze, chi il sesso….

Citazioni
* Scusate, ma a voi non piacerebbe fare un lavoro vero?
* Noi facciamo tutto con gli scarti, questa è una cooperativa di scarti.
* Che ruolo può avere all’interno di una società uno che non parla ed il cui curriculum é misero? “Il Presidente” – Robby tu sarai il Presidente
* Lo straordinario non lo faccio più..capito?! Io la sera voglio andare a prendere l’aperitivo.
* Ti hanno votato contro, non hai capito che è la tua vittoria più bella?
* Siamo matti, mica scemi

Link:
Giorgetti, il cooperatore che ha ispirato il film – Vita, 12 dicembre 2008
Mica matti questi qui. Tre psichiatri e sei pazienti lanciano la maggiore cooperativa sociale –  Il corriere, 23 febbraio 1998
La legge Basaglia compie 35 anni – hoilsocialeintesta, 13 maggio 2013
* Il sito della cooperativa sociale Noncello, che ha ispirato il film

Non perdetevi questo film. Andatelo a vedere, mandate gli amici a vederlo. Perché questo film non è bello. È di più. È un film che infonde fiducia, che fa innamorare degli altri, che spinge a uscire dal guscio, che abbatte i muri senza bisogno di fare nessun proclama.
Si può fare, il film con Claudio Bisio (bravo in questo ruolo, rivestito senza finzioni), è bello fin dal titolo, che non a caso non è un titolo inventato da un copywriter ma desunto dalla storia della cooperativa Noncello.
“Si può fare” è uno slogan ancora più compiuto del «we can» di Obama. Perché quel “fare” lo rende meno reattivo, meno idealistico. Perché contiene l’impegno faticoso del giorno dopo giorno. E insieme non intacca lo slancio con cui, grazie a una grande passione per le persone, si abbattono i muri e si mette in opera una liberazione concreta. Si può fare è un film bandiera, che racconta un’Italia vera e bellissima. Perché non esiste solo l’Italia di Gomorra. Grazie al cielo, esiste anche quest’Italia di Nello (o di Rodolfo, nella realtà). Un’Italia replicabile ad ogni livello: da quello dei semplici rapporti quotidiani a quello, più affascinante, della sfida imprenditoriale di una cooperativa che vuole uscire dalla gabbia dell’assistenzialismo e si mette sul mercato.

Giuseppe Frangi, tratto da “Vita”.

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