Cécile Kyenge, il futuro è per tutti

Ieri sera Gad Lerner, nel suo programma Zeta – La commedia del potere, ha intervistato il neo ministro all’integrazione Cécile Kyenge, prima di aprire il dibattito anche a Giulio Tremonti e a Chiara Saraceno. Ecco il video


Su Twitter molti commenti entusiasti per la prima ministra nera, ma anche critiche a Lerner per aver iniziato l’intervista con molte domande sulla sua storia personale anzichè sul suo progetto politico.

Ho riflettuto anch’io su questo punto ma ho concluso che Lerner ha fatto benissimo a chiederle del suo Paese di provenienza, il Congo, del suo arrivo in Italia, da studentessa di medicina e allo stesso tempo badante per mantenersi gli studi (lavoro di cura il termine usato dalla Kyange), della sua famiglia numerosissima (38 fratelli), della sua duplice identità, Italiana e Congolese.

Definirmi Italo-Congolese vuol dire poratarmi dietro anche tutto ciò che ho imparato dalla mia cultura. (…), quello che mi ha insegnato la mia terra, dove sono cresciuta. Parlare di italo-congolese è una ricchezza, non solo per me ma anche per il paese a cui appartengo

Credo che nessuno si debba vergognare di quello che è; io non mi sono mai vergognata né delle mie condizioni economiche né della mia posizione né tantomeno del colore della mia pelle e nemmeno dei miei capelli ricci, crespi, che mantengo così perché questa sono io

Queste sono storie che abbiamo bisogno di ascoltare!

p.s: Ho intitolato questo post Cécile Kyenge, il futuro è per tutti in ricordo di un bellissimo libro di Marie Aude Murail, intitolato per l’appunto Cécile, il futuro è per tutti (Titolo originale Vive la République). Ecco la trama:

Cécile Barrois ha 22 anni, una laurea, con abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria e i suo primo lavoro: una prima presso la scuola elementare Louis-Guilloux a Parigi. Si realizza cosi il suo sogno, fin da quando era bambina: diventare maestra. A scuola ci sono anche molti alunni, tutti fratelli e cugini, originari della Costa d’Avorio, e appartenenti a una famiglia un tempo facoltosa e molto in vista nel paese, fuggita dopo un colpo di stato. I genitori dei bambini francesi e le insegnanti non vedono di buon occhio i “neri”, ma sanno che la loro presenza è indispensabile perché la scuola non chiuda per numero insufficiente di allievi. Tra problemi di insegnamento e di cuore, la vicenda si complica quando la domanda di asilo della famiglia Baoulé viene respinta per “mancanza di documentazione”. La conclusione è una vera sorpresa e cela un mistero che solo le forze unite di più persone, coinvolte dalla giovane insegnante, possono svelare.

Il futuro è per tutti Cécile Kyenge, buon lavoro!

Aggiornamento: Cécile Kyenge intervistata da Lucia Annunziata a In mezz’ora. Qui il video

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